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Museo archeologico “Ugo Granafei”

Il museo archeologico “Ugo Granafei” si presenta come il più ambizioso e completo specchio delle civiltà messapica del nord Salento, da qui il nome “Museo del Territorio”, punto di riferimento importante non solo per i cultori della civiltà messapica, ma anche per i semplici amanti dell’archeologia o della storia del nostro territorio.

L’odierna sistemazione nelle sale del pianoterra del Castello Normanno Svevo, è abbastanza recente (1999); in un primo tempo venne, infatti, allestito presso il Palazzo Municipale, e in seguito presso la sede dell’omonima biblioteca “Ugo Granafei”: entrambe le sistemazioni si rivelarono, però, ben presto inadatte a contenere le migliaia di reperti ci regalatici dal nostro territorio. Basti pensare che alcuni di questi sono totalmente inediti, essendo stati presentati al pubblico per la prima volta in occasione dell’allestimento attuale.

Visitando il museo si spazia da reperti appartenenti a collezioni private, a reperti ritrovati solo da pochi decenni, in seguito al boom edilizio di metà secolo. Il percorso si snoda in 6 sale e attraverso diversi secoli: si parte da reperti appartenenti all’età del Ferro (VIII sec. a. C.), testimonianze della fondazione della città di Mesagne da parte dei Messapi, a manufatti più “recenti” (I sec. d. C.) già testimoni dell’influenza romana sulla vita e la cultura messapica. Bisognerebbe elencare uno per uno i reperti presenti nel Museo, per la loro pregiata fattura e valore storico-artistico..ma degni di nota sono alcuni pezzi unici che il nostro museo accoglie, come le tre steli appartenenti all’ VIII sec. a.C. che ci raccontano del costume messapico di perpetrare la memoria dei defunti ( in quell’epoca i defunti si pensa venissero inceneriti e le ceneri disperse poiché non sono state ritrovate tombe di adulti) - si pensi che ne sono state trovate di simili in tutta la penisola salentina, interessata interamente dalla presenza di Messapi solo nel territorio di Cavallino (LE) e nel sito archeologico in agro mesagnese di Muro Tenente. Altro fiore all’occhiello del nostro Museo è un bellissimo cratere fittile a volute, con superficie argentata, in tutto e per tutto simile all’unico altro esemplare al mondo, il cratere da Vaste, conservato al Museo di Boston. Da non dimenticare neppure le ricostruzioni delle tombe a semicamera, presenti nel museo, fedelmente riprodotte rispetto all’originale (una addirittura è un originale “smontata” dal sito di ritrovamento e “rimontata” nel museo) e i cui corredi funerari possono essere ammirati nelle teche circostanti.

Sarebbe impossibile riassumere la ricchezza racchiusa nel Museo del Territorio di Mesagne, la bellezza dei reperti e l’atmosfera di mistero che si respira …possiamo solo invitarVi a visitarlo!

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